La cappella del Profeta Elia sorge a Boikatika, sopra Gaios, poco a destra della chiesa bianca di Agia Paraskevi a Bogdanatika.
Il suo portale dipinto di rosso reca la data 1700 e un’aquila bicipite, il che ne fa uno degli edifici datati più antichi dell’isola. Qui sono stati rilevati capitelli e fusti di colonne antiche, reimpiegati nella muratura: cosa comune a Paxos, dove ogni generazione costruiva con quanto le lasciava la precedente.
Nel censimento del 1885 Boikatika, allora sei anime, è registrata sotto il Profeta Elia. La scuola del paese portò un tempo il suo nome, e la festa del 20 luglio è stata fatta rivivere negli ultimi anni.
Festa: 20 luglio.
Il recinto è la vera sorpresa. Un grande arco si erge isolato accanto al campanile, senza nulla che vi poggi sopra, e nessuno è riuscito a spiegare a cosa appartenesse. Incastrata nel muro del recinto si trova una struttura voltata con due vani, uno dei quali oggi murato. Questi, secondo quanto si racconta sull’isola, erano celle in cui si tenevano i prigionieri in attesa di giudizio, presumibilmente da parte del tribunale ecclesiastico. Avrebbero avuto bisogno di sbarre sul davanti, a meno che i prigionieri non fossero incatenati.
Nel muro meridionale dello stesso recinto sopravvivono le tracce di un lungo porticato. Sono quasi certamente ciò che resta di una chiesa più antica nello stesso luogo, il che spiegherebbe anche i capitelli e i fusti di colonna antichi reimpiegati nelle murature.